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15 maggio 2009
10 aprile 2009
Novità GAP 11 aprile
Pasta e pane.
Carne questo sabato 11 aprile.
Emergenza terremoto.
Aggiornamenti.
A Settimo Torinese i GAP si sono legati alle aziende in difficoltà e hanno prodotto la “busta solidale” con prodotti a prezzo ribassato per i lavoratori in cassa integrazione. Si è anche chiuso l’accordo con un dentista che opererà sconti del 40% per i gap.
Sportello casa.
Il Blog e il sito.
I GAP procedono al meglio in una decina di punti in Torino e provincia. Da questo sabato avremo anche la pasta e il riso ai banchetti.
Questa settimana i GAP sono:
Questa settimana i GAP sono:
- Centro - via Garibaldi.
- San Donato - corso Lecce, 31.
- San Paolo - corso Racconigi angolo via Azzi.
- San Salvario - piazza Madama Cristina.
- Vallette - corso Cincinnato angolo corso Toscana.
- Settimo - mercato via C. A. dalla Chiesa.
- Trofarello - porta San Giuseppe.
- Nichelino - piazza C. A. dalla Chiesa
Carne questo sabato 11 aprile.
Questo sabato opereremo anche un acquisto collettivo della carne, chi è interessato chiami entro venerdì a pranzo: 320-6337709.
Emergenza terremoto.
Stiamo raccogliendo generi di prima necessità per l’Abruzzo.
Abbiamo già raccolto svariati furgoni. Chi vuole lasciare qualcosa, l'indirizzo è: via Brindisi 18/B.
Sabato raccoglieremo soldi ai banchetti con l’operazione “GAPx2: una pagnotta a te e una all’Aquila”.
Abbiamo già raccolto svariati furgoni. Chi vuole lasciare qualcosa, l'indirizzo è: via Brindisi 18/B.
Sabato raccoglieremo soldi ai banchetti con l’operazione “GAPx2: una pagnotta a te e una all’Aquila”.
Aggiornamenti.
A Settimo Torinese i GAP si sono legati alle aziende in difficoltà e hanno prodotto la “busta solidale” con prodotti a prezzo ribassato per i lavoratori in cassa integrazione. Si è anche chiuso l’accordo con un dentista che opererà sconti del 40% per i gap.
Lavoriamo anche ad un asilo popolare e una colonia popolare per ragazzi quest’estate (chi è interessato ci contatti pure).
A San Paolo stiamo lavorando con la Circoscrizione per ottenere uno spazio e costruire lo spaccio popolare con i prodotti invenduti dei Mercati Generali. Dateci una mano!
A San Paolo stiamo lavorando con la Circoscrizione per ottenere uno spazio e costruire lo spaccio popolare con i prodotti invenduti dei Mercati Generali. Dateci una mano!
Sportello casa.
Il martedì pomeriggio, il Circolo San Paolo di via Millio 64 apre lo sportello casa, per offrire informazione e tutela per chi ha problemi abitativi. Per informazioni: 339-3211887
Il Blog e il sito.
Il sito dove troverete davvero tutto sulle attività territoriali è questo: http://www.partitosociale.org
Per chi vuole partecipare attivamente alle discussioni in materia di territorio, abbiamo un forum: http://www.partitosociale.org/forum/
Per chi vuole partecipare attivamente alle discussioni in materia di territorio, abbiamo un forum: http://www.partitosociale.org/forum/
6 marzo 2009
Sabato 7 marzo
Dopo una leggera flessione la settimana scorsa a causa del corteo della CGIL in cui abbiamo distribuito il pane, questa settimana torniamo in pista con 8 punti di distribuzione:
1) Centro - via Garibaldi angolo corso Palestro
2) San Paolo - corso Racconigi angolo via Azzi
3) San Salvario - piazza Madama Cristina
4) San Donato/Parella - corso Lecce, 31
5) Vallette - corso Cincinnato angolo corso Toscana
6) Nichelino - piazza C. A. Dalla Chiesa
7) Settimo - mercato via C. A. dalla Chiesa
8) Trofarello - porta San Giuseppe
Vi segnaliamo anche il sito di coordinamento dei GAP e di tutte le attività di Rifondazione Comunista legate al Partito Sociale: www.partitosociale.org
Dateci un'occhiata per capire le dimensioni in tutta Italia del lavoro sociale del Partito e delle realtà collaboranti con esso.
Vi segnaliamo anche il sito di coordinamento dei GAP e di tutte le attività di Rifondazione Comunista legate al Partito Sociale: www.partitosociale.org
Dateci un'occhiata per capire le dimensioni in tutta Italia del lavoro sociale del Partito e delle realtà collaboranti con esso.
5 febbraio 2009
30 gennaio 2009
...e ora vogliamo PANE e LAVORO!
Suma turnà!
20 gennaio 2009
Chi ci ha spento i forni?

Come avranno notato i numerosi iscritti alle nostre liste, da qualche settimana siamo assenti nelle piazze con la distribuzione del pane a prezzo calmierato di 1€ al Kg. Questa iniziativa del Partito di Rifondazione Comunista, chiamata GAP (Gruppi di Acquisto Popolare) subisce uno stop proprio nel momento in cui si stava diffondendo con maggior successo. Il problema non è la cattiva volontà dei compagni che ogni sabato mattina allestivano il banchetto alla buon ora in vari punti della città, e neanche uno dietrofront del Partito, bensì problemi organizzativi che non dipendono da noi. Il panificatore che riforniva i nostri banchetti non ci garantisce più il pane. Sembra infatti che questa iniziativa, com’era peraltro prevedibile, abbia toccato sul vivo gli interessi economici dei commercianti che si arricchiscono alle spalle della gente, di tutte le persone che si mantengono con stipendi, pensioni e sussidi sempre più precari. Nello specifico, chi ci riforniva ogni settimana di circa 1400 Kg di pane, ha subito forti pressioni da parte di altri panificatori e panettieri a causa del prezzo di distribuzione finale giudicato evidentemente troppo basso. La formula del gruppo di acquisto non piace a questi speculatori. Non piace perché mostra a tutti che è possibile ridurre drasticamente la filiera distributiva e con essa i costi al dettaglio. Non piace perché questi banchetti stavano diventando appuntamento fisso e sentito, dove rincontrarci settimanalmente per fare il punto della situazione di questa crisi economica galoppante. I GAP, però, piacciono a noi. Ci piacciono perché sono un esempio vivo di come sia possibile trovare soluzioni collettive ai bisogni sociali. Per questo il nostro impegno è di ritornare al più presto con il pane, mantenendo e allargando il paniere degli altri prodotti calmierati come la pasta (0.80€/Kg) e la carne (7.50€/Kg). Chi ci vuole colpire non conosce la nostra determinazione e l’utilità reale dell’iniziativa. Non abbiamo bisogno degli imbrogli e della scarsa qualità della grande distribuzione, della mediazione interessata di commercianti disonesti, dei costi di trasporto e di tutti quei passaggi che gonfiano il prezzo finale della merce. Spendere di meno non è solo una necessità dettata dalla crisi economica che colpisce, come sempre, le fasce più deboli della popolazione. Spendere di meno è anche possibile, se un gruppo di persone riesce ad organizzarsi in un gruppo di acquisto e va a contrattare prezzi più bassi direttamente dal produttore. Senza deleghe e senza sconti.
Per info: www.prctorino.it - http://gaptorino.blogspot.com - GAP@prctorino.it - 011/460471
23 dicembre 2008
22 dicembre 2008
I vigili schedano chi acquista il pane scontato di Rifondazione
Repubblica — 21 dicembre 2008 pagina 7 sezione: TORINO
Controlli mirati su chi acquista il pane di Rifondazione. Una prassi inusuale con tanto di verifica da parte dei civich della carta d' identità. è successo ieri mattina, vicino al banco allestito dal Prc al mercato di corso Cincinnato per vendere il pane al prezzo di costo, 1 euro al chilo. Alla polizia municipale non risulta nulla, anche se il comandante Mauro Famigli si occuperà della vicenda domani. I militanti di Rifondazione, impegnati da più di tre settimane nella campagna sul pane ad 1 euro, hanno subito un doppio controllo. Prima una pattuglia di zona per verificare le autorizzazioni. Per un errore al partito di Ferrero si sono dimenticati di chiedere l' occupazione di suolo pubblico per la giornata di ieri su corso Cincinnato. Poco male. La questione è stata risolta con un verbale. «Fatelo vedere agli altri colleghi se passano», avrebbero detto i due civich. E l' altra pattuglia, quella del nucleo mercati, è arrivata intorno alla mezza. Ma l' attenzione degli agenti non si è concentrata sulle autorizzazioni, ma sul metodo di vendita, quello del gruppo di acquisto, dibattendo con i militanti di Prc sulla correttezza. «Alla fine i vigili se ne sono andati - racconta il segretario torinese di Rifondazione, Renato Patrito - ma si sono messi poco distanti. Una ventina di metri. Poi hanno iniziato a chiedere la carta d' identità solo alle persone che acquistavano il pane al banchetto. Una cosa molto brutta. Lo scopo sembrava quello di intimidire la gente». Patrito si è rivolto anche all' assessore alla Polizia Municipale, Borgogno, per denunciare il fatto. «Lunedì verificheremo quello che è successo - sottolinea l' assessore - i vigili hanno il compito di controllare l' applicazione dei regolamenti e verificare le autorizzazioni. Non sono e non possono diventare uno strumento politico dell' amministrazione». - DIEGO LONGHIN
fonte
Controlli mirati su chi acquista il pane di Rifondazione. Una prassi inusuale con tanto di verifica da parte dei civich della carta d' identità. è successo ieri mattina, vicino al banco allestito dal Prc al mercato di corso Cincinnato per vendere il pane al prezzo di costo, 1 euro al chilo. Alla polizia municipale non risulta nulla, anche se il comandante Mauro Famigli si occuperà della vicenda domani. I militanti di Rifondazione, impegnati da più di tre settimane nella campagna sul pane ad 1 euro, hanno subito un doppio controllo. Prima una pattuglia di zona per verificare le autorizzazioni. Per un errore al partito di Ferrero si sono dimenticati di chiedere l' occupazione di suolo pubblico per la giornata di ieri su corso Cincinnato. Poco male. La questione è stata risolta con un verbale. «Fatelo vedere agli altri colleghi se passano», avrebbero detto i due civich. E l' altra pattuglia, quella del nucleo mercati, è arrivata intorno alla mezza. Ma l' attenzione degli agenti non si è concentrata sulle autorizzazioni, ma sul metodo di vendita, quello del gruppo di acquisto, dibattendo con i militanti di Prc sulla correttezza. «Alla fine i vigili se ne sono andati - racconta il segretario torinese di Rifondazione, Renato Patrito - ma si sono messi poco distanti. Una ventina di metri. Poi hanno iniziato a chiedere la carta d' identità solo alle persone che acquistavano il pane al banchetto. Una cosa molto brutta. Lo scopo sembrava quello di intimidire la gente». Patrito si è rivolto anche all' assessore alla Polizia Municipale, Borgogno, per denunciare il fatto. «Lunedì verificheremo quello che è successo - sottolinea l' assessore - i vigili hanno il compito di controllare l' applicazione dei regolamenti e verificare le autorizzazioni. Non sono e non possono diventare uno strumento politico dell' amministrazione». - DIEGO LONGHIN
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18 dicembre 2008
GAP prenatalizi: Pane, Pasta e Panettoni
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16 dicembre 2008
15 dicembre 2008
11 dicembre 2008
Attenzione!! GAP di Sabato sospesi

Un grave lutto ha colpito la Federazione Torinese di Rifondazione Comunista.
Il compagno Rocco Papandrea ci ha lasciati dopo una lunga malattia.
In segno di lutto e per rispetto annulliamo tutte le distribuzioni di pane di sabato, mantenendo attive quelle di giovedì davanti ai cancelli di Mirafiori e di venerdì al termine del corteo.
La camera ardente per il compagno sarà allestita sabato mattina alla Camera del Lavoro di Torino in via Pedrotti. In tarda mattinata il corteo funebre accompagnerà Rocco al Cimitero.
10 dicembre 2008
Si torna a Mirafiori, si torna nel cuore della crisi
4 dicembre 2008
GAP in Torino e provincia il 6 dicembre 2008
26 novembre 2008
29 novembre si torna a Ivrea

Dopo il successo di sabato 15 Novembre, che ci ha visti distribuire oltre 200 Kg di pane al prezzo calmierato di un euro al chilo, Rifondazione Comunista torna nelle piazze per continuare a contrastare la marea montante del carovita. Avevamo promesso che via via si sarebbe tentato di migliorare l’iniziativa, ed infatti questo sabato si è tentato di razionalizzare la collocazione dei banchetti; riducendone il numero ma migliorandone l’ efficienza e organizzando meglio le strutture.
Stiamo anche cercando di ampliare il numero di prodotti offerti a prezzo calmierato, affiancandoli al pane per formare un paniere popolare di prodotti buoni a prezzi modici. A Biella alcune derrate agricole di stagione (carote e mele) sono già state distribuite a prezzi modici. A Torino la pasta e la carne saranno disponibili a breve, l’olio d’oliva, il vino ed il riso sono oggetto di contatti e trattative con i produttori sensibili e disponibili a rapporti non improntati al massimo realizzo di utile ma all’apertura ad un consumo critico e attento, a partire dal prezzo. A questo riguardo lanciamo un appello pubblico a tutti i piccoli produttori agricoli che potranno mettersi in contatto con noi direttamente presso i banchetti oppure scrivendo una mail a gapivrea@yahoo.it
Tuttavia, né il pane né il calmiere intero potrebbero essere sufficienti: il Partito sociale si concretizza in un ambito ben più ampio di risposte e di proposte tanto concrete quanto politiche ai bisogni popolari. Per questo, l’individuazione di attività e di servizi dovranno affiancare la costruzione e la solidificazione dei GAP, attraverso i cosiddetti sportelli o altre forme di proposte di soluzioni sociali su temi diversi quali la casa, l’aggregazione, la cultura, il reddito, la sicurezza sociale. Siamo partiti bene, adesso occorre tracciare la strada che rimane da costruire e da percorrere.
19 novembre 2008
18 novembre 2008
17 novembre 2008
Dalla piazza alla strada, il partito sociale avanza!
Abbiamo iniziato quasi come fosse una scommessa, passando l’estate a trovare un panificatore democratico che accettasse la sfida di darci il pane ad un euro al kg, mentre pensavamo a come far comprendere ai più che vuol dire partito sociale, radicamento, utilità.
Siamo partiti da Roma con i compagni di Action, molti di noi con ancora l’amaro in bocca di un congresso duro quanto necessario. Ci siamo sentiti dire di essere plebei, caritatevoli, populisti, ma ogni banchetto fatto, ogni sezione tramutata in magazzino popolare ci richiamava ed ordinava più pane, da San Lorenzo a Casalbertone fino al Corviale, da Tor Pignattara a Prati, e poi da Roma a Milano, nel Veneto delle ronde, ad Ancona, nei mercati di Perugia, nei quartieri popolari di Potenza, Benevento, fino ad arrivare a Livorno. La prossima settimana probabilmente i GAP saranno dentro la Fiat di Mirafiori e di Melfi. Non ci vuol molto a capire che questa nostra idea, semplice e ripetibile con la quale iniziare a sondare la disponibilità di una riattivazione sociale del nostro partito ha fatto centro, mostrandoci inaspettatamente che nonostante tutto Rifondazione Comunista è un partito di cuori rossi generosi, di militanti che ti chiamano la sera e ti dicono che finalmente hanno ritrovato quello che cercavano più di ogni altra cosa, una connessione sentimentale con il nostro popolo. Altro che Carità, la dignità e la solidarietà di un nuovo mutualismo sembrano far breccia in una maniera del tutto inaspettata. Nel silenzio dei grandi media siamo riusciti a comunicare questa nostra esperienza orizzontalmente, passando su una comunicazione intermedia ma non meno significativa, di noi più che Repubblica ha scritto la Gazzetta dello Sport, il Romanista o quasi tutti i giornali locali, per non parlare di come si sia diffusa questa notizia con il passaparola, nei centri commerciali, nelle borgate, nei caseggiati.
Le reazioni scomposte di alcuni panificatori, o delle associazioni dei commercianti, avute soprattutto al sud ci dicono inoltre che questa pratica è efficace anche dal punto dei segnali che da alla città, e su questo occorre lavorare per disarticolare un fronte che in realtà non c’è nemico, non è il piccolo commerciante il nostro bersaglio, ma la speculazione e i cartelli della speculazione.
Un vecchio compagno di Torino, operaio, di quelli che non te le mandano a dire ci ha detto che finalmente ha visto un partito che “ha smesso di mettere il lievito sulla merda”, invece di narrare le sofferenze altrui ci siamo tirati su le maniche e si è costruito un esempio riproducibile, di uscita dalla condizione di miseria crescente. Non conta ci ha detto che lo fai una volta alla settimana, conta che lo fai, e che dimostri che all’egoismo della destra c’è uno strumento che si chiama solidarietà fra pari come alternativa concreta, ovvero che se ti metti insieme e contratti il prezzo dal produttore ed acquisti collettivamente migliori il rapporto qualità/prezzo del prodotto. Onestamente nessuno di noi si aspettava le file di pensionati davanti ai nostri banchetti, nessuno si aspettava che la mattina quando ancora non hai tirato su le serrande delle nostre sedi già trovi persone che ti prendono il pane, nessuno si aspettava attivisti sociali che ti chiamano e ti dicono che sono disponibili a darti una mano. Se questi banchetti ci dicono una cosa, è che la povertà crescente in questi anni non ha avuto una dignità nel discorso pubblico, vissuta silenziosamente come colpa senza mai tradursi in istanza politica collettiva, e questa nostra iniziativa che si pone quasi come un’inchiesta grezza, contribuisce a svelare questa dinamica. Ma il piano del discorso pubblico necessità anche una traduzione politica, per questo abbiamo da un lato accompagnato questa campagna con odg in comuni e regioni, dall’altro cercando di immettere questi contenuti nello sciopero generale del 12 dicembre. La crisi che abbiamo davanti, dentro la quale i padroni vogliono farci pagare la ristrutturazione del sistema capitalista sulla nostra pelle ci impone d’investire senza mediazioni sul terreno della resistenza sociale. Oggi, nel trionfo della precarietà anche la cassa integrazione diventa un lusso, Fiat, Alitalia, sono solo due delle innumerevoli crisi che stanno investendo il nostro sistema produttivo, messi come siamo ci rimane la solidarietà di classe e il conflitto. Se non vogliamo pagarla questa crisi occorre insomma attrezzarci, per questo è necessario fare un passo in avanti, e lavorare per tramutare questa nostra campagna in una nuova concezione dell’agire politico e sociale. Noi chiamiamo questo movimento “dalla piazza alla strada”, ovvero la capacità di rendere continua la nostra presenza nel territorio nello spazio della quotidianità. Per far questo è necessario continuare a lavorare come abbiamo fatto finora consolidando i GAP, ma anche dando la possibilità a chiunque di aprire un GAP in ogni caseggiato, in ogni luogo di lavoro, ovunque. Per questo occorre avere sempre bene in mente che pur mettendoci tutta la nostra generosità, siamo insufficienti come partito ad affrontare da soli una sfida di così ampia portata. Occorre allora favorire un percorso fecondo di intreccio fra il partito che si socializza nelle pratiche e la società che si politicizza, non solo il solito intergruppo a rete di obbiettivo tra partito e strutture di movimento, ma qualcosa di molto più “infestante socialmente”. Lavorare per diffondere la pratica orizzontale della formazione da pari a pari, fatta di persone che vivono la stessa condizione d’incertezza e disagio prodotto dalla crisi e che sanno non solo come si fa un GAP, ma che a loro volta sono in grado di formare altre persone perchè a loro volta facciano altrettanto, ci pare oggi la sfida più importante. In questo caso sì, senza tentennamenti possiamo dire che si va oltre, ma non oltre Rifondazione Comunista, quanto semmai oltre la forma imbalsamata dei convegni romani dell’agire politico. Investendo a piene mani nella società, nella capacità di generare, riconoscere, accompagnare e sostenere pratiche di autorganizzazione sociale oggi noi possiamo far fare a questo partito quel passo in avanti che c’è sempre mancato, e forse è proprio perchè siamo piegati nella sconfitta che vediamo quello che era sotto di noi con uno sguardo differente. I GAP insomma sono del popolo per il popolo, e costituiscono una pratica di autorganizzazione sociale irrappresentabile. Come partito sia chiaro, non penso che ci sia utile mettere il cappello su niente, al tempo stesso però che a nessuno venga in mente di toglierci di mano le nostre bandiere, noi continueremo a fare i nostri banchetti del pane e a lavorare perchè i GAP si moltiplichino, dentro e fuori di noi. E’ vero che tutto questo investe anche il terreno del potere, i nodi della rappresentanza ed una diversa idea di come nel territorio riusciamo a generare coalizioni dell’alternativa, nuova contrattazione, democrazia. Cosi, è altrettanto vero che mentre ci sono compagni che fanno il sociale, e sabato dopo sabato per mesi sono in piazza, non ci debba essere una separazione con altri compagni che fanno la politica alta nelle chiuse stanze, partito sociale e attuazione della conferenza di Carrara dal mio punto di vista, devono andare di pari passo. Ma di questo avremo modo di parlare nei prossimi giorni, il tempo per una volta sta dalla nostra parte.
Piobbichi Francesco - Dip. PARTITO SOCIALE - PRC
Siamo partiti da Roma con i compagni di Action, molti di noi con ancora l’amaro in bocca di un congresso duro quanto necessario. Ci siamo sentiti dire di essere plebei, caritatevoli, populisti, ma ogni banchetto fatto, ogni sezione tramutata in magazzino popolare ci richiamava ed ordinava più pane, da San Lorenzo a Casalbertone fino al Corviale, da Tor Pignattara a Prati, e poi da Roma a Milano, nel Veneto delle ronde, ad Ancona, nei mercati di Perugia, nei quartieri popolari di Potenza, Benevento, fino ad arrivare a Livorno. La prossima settimana probabilmente i GAP saranno dentro la Fiat di Mirafiori e di Melfi. Non ci vuol molto a capire che questa nostra idea, semplice e ripetibile con la quale iniziare a sondare la disponibilità di una riattivazione sociale del nostro partito ha fatto centro, mostrandoci inaspettatamente che nonostante tutto Rifondazione Comunista è un partito di cuori rossi generosi, di militanti che ti chiamano la sera e ti dicono che finalmente hanno ritrovato quello che cercavano più di ogni altra cosa, una connessione sentimentale con il nostro popolo. Altro che Carità, la dignità e la solidarietà di un nuovo mutualismo sembrano far breccia in una maniera del tutto inaspettata. Nel silenzio dei grandi media siamo riusciti a comunicare questa nostra esperienza orizzontalmente, passando su una comunicazione intermedia ma non meno significativa, di noi più che Repubblica ha scritto la Gazzetta dello Sport, il Romanista o quasi tutti i giornali locali, per non parlare di come si sia diffusa questa notizia con il passaparola, nei centri commerciali, nelle borgate, nei caseggiati.
Le reazioni scomposte di alcuni panificatori, o delle associazioni dei commercianti, avute soprattutto al sud ci dicono inoltre che questa pratica è efficace anche dal punto dei segnali che da alla città, e su questo occorre lavorare per disarticolare un fronte che in realtà non c’è nemico, non è il piccolo commerciante il nostro bersaglio, ma la speculazione e i cartelli della speculazione.
Un vecchio compagno di Torino, operaio, di quelli che non te le mandano a dire ci ha detto che finalmente ha visto un partito che “ha smesso di mettere il lievito sulla merda”, invece di narrare le sofferenze altrui ci siamo tirati su le maniche e si è costruito un esempio riproducibile, di uscita dalla condizione di miseria crescente. Non conta ci ha detto che lo fai una volta alla settimana, conta che lo fai, e che dimostri che all’egoismo della destra c’è uno strumento che si chiama solidarietà fra pari come alternativa concreta, ovvero che se ti metti insieme e contratti il prezzo dal produttore ed acquisti collettivamente migliori il rapporto qualità/prezzo del prodotto. Onestamente nessuno di noi si aspettava le file di pensionati davanti ai nostri banchetti, nessuno si aspettava che la mattina quando ancora non hai tirato su le serrande delle nostre sedi già trovi persone che ti prendono il pane, nessuno si aspettava attivisti sociali che ti chiamano e ti dicono che sono disponibili a darti una mano. Se questi banchetti ci dicono una cosa, è che la povertà crescente in questi anni non ha avuto una dignità nel discorso pubblico, vissuta silenziosamente come colpa senza mai tradursi in istanza politica collettiva, e questa nostra iniziativa che si pone quasi come un’inchiesta grezza, contribuisce a svelare questa dinamica. Ma il piano del discorso pubblico necessità anche una traduzione politica, per questo abbiamo da un lato accompagnato questa campagna con odg in comuni e regioni, dall’altro cercando di immettere questi contenuti nello sciopero generale del 12 dicembre. La crisi che abbiamo davanti, dentro la quale i padroni vogliono farci pagare la ristrutturazione del sistema capitalista sulla nostra pelle ci impone d’investire senza mediazioni sul terreno della resistenza sociale. Oggi, nel trionfo della precarietà anche la cassa integrazione diventa un lusso, Fiat, Alitalia, sono solo due delle innumerevoli crisi che stanno investendo il nostro sistema produttivo, messi come siamo ci rimane la solidarietà di classe e il conflitto. Se non vogliamo pagarla questa crisi occorre insomma attrezzarci, per questo è necessario fare un passo in avanti, e lavorare per tramutare questa nostra campagna in una nuova concezione dell’agire politico e sociale. Noi chiamiamo questo movimento “dalla piazza alla strada”, ovvero la capacità di rendere continua la nostra presenza nel territorio nello spazio della quotidianità. Per far questo è necessario continuare a lavorare come abbiamo fatto finora consolidando i GAP, ma anche dando la possibilità a chiunque di aprire un GAP in ogni caseggiato, in ogni luogo di lavoro, ovunque. Per questo occorre avere sempre bene in mente che pur mettendoci tutta la nostra generosità, siamo insufficienti come partito ad affrontare da soli una sfida di così ampia portata. Occorre allora favorire un percorso fecondo di intreccio fra il partito che si socializza nelle pratiche e la società che si politicizza, non solo il solito intergruppo a rete di obbiettivo tra partito e strutture di movimento, ma qualcosa di molto più “infestante socialmente”. Lavorare per diffondere la pratica orizzontale della formazione da pari a pari, fatta di persone che vivono la stessa condizione d’incertezza e disagio prodotto dalla crisi e che sanno non solo come si fa un GAP, ma che a loro volta sono in grado di formare altre persone perchè a loro volta facciano altrettanto, ci pare oggi la sfida più importante. In questo caso sì, senza tentennamenti possiamo dire che si va oltre, ma non oltre Rifondazione Comunista, quanto semmai oltre la forma imbalsamata dei convegni romani dell’agire politico. Investendo a piene mani nella società, nella capacità di generare, riconoscere, accompagnare e sostenere pratiche di autorganizzazione sociale oggi noi possiamo far fare a questo partito quel passo in avanti che c’è sempre mancato, e forse è proprio perchè siamo piegati nella sconfitta che vediamo quello che era sotto di noi con uno sguardo differente. I GAP insomma sono del popolo per il popolo, e costituiscono una pratica di autorganizzazione sociale irrappresentabile. Come partito sia chiaro, non penso che ci sia utile mettere il cappello su niente, al tempo stesso però che a nessuno venga in mente di toglierci di mano le nostre bandiere, noi continueremo a fare i nostri banchetti del pane e a lavorare perchè i GAP si moltiplichino, dentro e fuori di noi. E’ vero che tutto questo investe anche il terreno del potere, i nodi della rappresentanza ed una diversa idea di come nel territorio riusciamo a generare coalizioni dell’alternativa, nuova contrattazione, democrazia. Cosi, è altrettanto vero che mentre ci sono compagni che fanno il sociale, e sabato dopo sabato per mesi sono in piazza, non ci debba essere una separazione con altri compagni che fanno la politica alta nelle chiuse stanze, partito sociale e attuazione della conferenza di Carrara dal mio punto di vista, devono andare di pari passo. Ma di questo avremo modo di parlare nei prossimi giorni, il tempo per una volta sta dalla nostra parte.
Piobbichi Francesco - Dip. PARTITO SOCIALE - PRC
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